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25 gennaio storia di vero amore non corrisposto (parte 3)LE PRESENTAZIONI…Arrivò dopo la settimana dello studente, il precetto pasquale, lo ricordo ancora era il 17 aprile e ci presentarono, ero così intontita a mala pena gli strinsi la mano che calda e asciutta si legò un secondo alla mia gelida e bagnata, scappai per non vomitare parole imbarazzanti.Dopo però per rimediare invitai chi era rimasto alla villa comunale per stare un po’ insieme agli amici di classe che vennero, compreso l’oggetto del mio interesse. Furono ore assai piacevoli parlammo gli fui accanto per un po’…era semplicemente meraviglioso nella sua semplicità. Quel giorno non lo dimenticherò mai, fu quella mattina che comprese cosa provavo, mi mise alla prova con gesti e parole inequivocabilmente provocatori, alla fine quando dovette andare via e ci salutammo invece di darmi una stretta di mano volle darmi un bacio sulla guancia a prova del fatto che non gli era sfuggito nulla. Se oggi mi chiedessero il perché di tutto quello che ho fatto per attirarlo a me pur sapendo che non avevo speranze non saprei rispondere volevo, punto e basta, il mio era un desiderio totalizzante il resto non contava. In questo ragionamento egoista, mi accorsi che stavo ferendo i sentimenti del suo amico, mio compagno di classe con la quale avevo creato una bella amicizia, fui una stronza integrale usai un trattamento sgradevole quando mi resi conto cosa stava succedendo; lui era il perdente, il fallito agli occhi di quelle pecore dei nostri compagni di classe, esimi professori dell’inutilità tutti erano superiori a lui persino una carogna di cane sull’autostrada ed io non ero da meno poiché essendo “una di loro” non volevo noie e lo allontanai gradualmente, ma non lo meritava. Da quel 17 aprile cambiò tutto, come potevo avvicinarmi ora che sapeva? Come sarei riuscita a vivere in quella giungla di ragazzini pettegoli?Le incognite furono innumerevoli ma la peggiore fu buttare nel dimenticatoio i suoi occhi vigili che mi guardavano cercando di carpire il gesto traditore che avrebbe svelato all’istituto chi era la ragazza che tanto animosamente si dava da fare per corteggiarlo,tanto per giocare al gioco della vittima e del carnefice. Dopo un mese di situazioni orribilmente dannose per la mente, decisi che dovevo fare qualcosa così agii di conseguenza non sapevano del mio amore per lui? lo avrebbero saputo tutti non nascondendomi più e rivelando la “cosa” attraverso una forma rapida & indiretta d’informazione tra ragazzini nelle scuole…le scritte sul banco, si, scrissi una frase che recitava pressappoco così :”E. sei l’oggetto dei miei desideri e non capisco come tu, non possa essere mio”. Feci un danno enorme se pensava che fosse solo un capriccio ebbe la prova che mi ero innamorata e non mi guardò nemmeno in faccia.Per molto tempo non volle avere niente a che fare con me e pensai: “e la fine! in questo istituto di bifolchi perderò la pace e la tranquillità!”ma così non fu. Passò l’anno scolastico gli ultimi giorni furono incentrati su verifiche e controlli io mi presentai a scuola per lasciare che il professore visionasse la mia cartella, dopo rimasi a parlare con alcune ragazze della scuola quando presi la mia attrezzatura e andai via prima di uscire sentii alle spalle degli occhi che guardavano… era lui fermo sulla porta chissà cosa voleva fare; Rimasi li ci guardammo un istante, giusto il tempo per diventare rossi in viso tutti e due poi andò via ed io fui libera da quella situazione ambigua. E fu l’estate, una stagione oserei definire sublime soprattutto in adolescenza quando il calore non lascia spazio alla ragione, due mesi assolutamente avvincenti… ma questa è un'altra storia. 24 gennaio storia di vero amore ... non corrisposto! (parte2)I GIORNI, LE SETTIMANE, I MESI…GLI ANNI. Tutto ebbe inizio in quella pseudo palestra, i giorni si alternavano e nella scuola mi capitava spesso di incontrarlo poteva sembrare una coindenza perché la scuola era piccolissima, ma ogni volta che lo ritrovavo per i corridoi si apriva la fiera della gaffe e delle brutte figure. Le giornate di studio non erano sembrate mai tanto leggere e piacevoli, tutto appariva un sogno quando le cose presero una piega decisamente brutta.Un ragazzo della sua classe bocciato l’anno prima fu inserito nella nostra e con mia grande scoperta erano amici, senza entrare troppo nei dettagli gli chiesi da quanto lo conoscesse e particolari insignificanti, poi arrivò la doccia fredda:era maledettamente fidanzato,nessun appello per la povera cicciona innamorata di quel mistero ambulante. Dal quel giorno compresi che le cose non sarebbero andate come io avrei voluto perché il principio che ha fatto di me la Madre Teresa delle zitelle è quello di non intaccare la virtù di quelli con “la fede al dito”. Consapevole di non poterlo avere mi mangiavo i gomiti ma non potevo fare a meno di amarlo… si di esser totalmente coinvolta da lui, stento ancora a crederci tre anni intensi vissuti per un amore a senso unico. 23 gennaio storia di vero amore ... non corrispostoCi sono giorni in cui penso che la mia mente sia ottenebrata dal suo ricordo altri in cui lo percepisco come un lieve e languido sospiro ebbene se chiunque si accinga a leggere queste storie, in questo preciso istante racconterò di un amore, del mio amore impossibile e della adolescenza che si aggrappa all’esistenza per non farci morire dentro. Potrei iniziare come iniziano le favole, con il C’era una volta, o con una lettera una delle tante che hanno espresso il mio tutto per colui che è stato causa di grandi emozioni, ma comincerò a narrarvi questa storia come mi risulta meglio fare con un punto e a capo. IL PRIMO INCONTRO… Era una tiepida giornata di sole primaverile, (avevo sedici anni, quasi diciasette) e la mia maggiore preoccupazione, tipica per chiunque in quell’età era l’altrui opinione, le voci “inutili”del mio prossimo; nonostante ciò era bello vivere con un’interiorità amplificata dalla cassa acustica di un periodo tanto strano, ero nel cortile della scuola, quel piccolo e fatiscente edificio con quattro gatti che giocavano a fare gli artisti, tutti erano in fermento per la settimana dello studente, tutti naturalmente, non volevano fare lezione ma soltanto perdere tempo. Io me ne stavo seduta in un angolo con il quadernino della poesie e i chili di troppo, a domandarmi perchè dovevamo assomigliare gli uni agli come dei burattini, come magnifici esemplari ovini in un gregge senza pastore. Una mia compagna di classe piccola magra come un giunco con grandi occhi verdi mi si avvicina per chiedermi cosa stessi facendo io non le risposi per quanto con lei avevo un buon rapporto di amicizia , con un'altra ragazzina della classe uscivamo insieme di tanto in tanto, pensavo a contemplarmi assorta nel mio silenzio ascetico con la presunzione di avere la verità in bocca forse più di un normale adolescente di quella età, quando all’improvviso come in una tipica scena di film sui ragazzi vidi lui, nei primi secondi in cui iniziai a guardare non capii neppure cosa mi stesse accadendo in quell’istante percepivo solo i passi, il respiro di quel ragazzino paffuto che razionalmente non diceva assolutamente nulla, eppure sentivo che qualcosa era cambiato, niente era più come prima. La ragazza giunco mi guardava con i suoi occhi spiritati e le borchie mostruose ai polsi, e rivolgendo lo sguardo verso il ragazzo mi guardò come se avesse vinto alla lotteria, chiese se mi piaceva, io d’impatto le risposi no ma già stavo mentendo a me stessa. 19 gennaio non ho cose intelligenti da direscusate non ho cose intelligenti da dire
non ho idee chiare per il mio futuro
sono senza obiettivi ma una cosa la so per certo...
che non mi calpesterà la dignità più nessuno sopratutto quelli che dicono di amarmi,
a buon intenditore poche parole! 07 gennaio parlo con teTi ho raccontato storie che ancora mi somigliano 05 gennaio BASTA!!!oggi non posso più ridere.
Parlare ti costringe ad aprire la bocca, ciò comporta una notevole immissione di aria nei polmoni; meglio fumare e a piene boccate tirare
da una pall mall...
camminare è difficile come toccare la luna con un dito, praticamente impossibile; vi domandate perchè non faccio più nulla di ciò che è consuetutidine fare tra i comuni esseri umani di questa fottuttissima terra?
Chi appartiene alla regione Campania sa; fuori cumuli di immondizia incendiata, bambini che passeggiano tra i rifiuti, giocano a pallone ... che vita è la nostra? con che coscienza andiamo a letto la notte? Diciamo ai politici che loro (ed è vero in quanto organismi monocellulari riuscirebbero meglio nelle gestione di questa faccenda che vi assicuro puzza assai!) non sono in grado di gestire la "situazione" e
giocano allo scaribarile gli uni con gli altri; tuttavia,possiamo noi asserire con fermezza la nostra estraneità alla questione?
la risposta è NO. Ora vi spiego cosa intendo:
punto1-Non siamo estranei quando buttiamo cartaccie a terra, quando portiamo il cane a pisciare e a far altro senza l'opposita paletta lasciando profumati ricordi sull'asfalto, quando ci innamoriamo e imbrattiamo i muri con "Susinella ti amo" oppure "io & te 3 metri al parcheggio del cimitero con le carte di giornale sulla smart" (e questi sono esempi)...
Siamo incivili bestie metropolitane che a briglia sciolta fasciano e deturpano ciò che di bello le nostre città hanno da offrire. Viviamo allo sfascio perchè siamo una massa di capre strafottenti e maleducate; perciò quando pesti una merda nella tua città rifletti, forse quella appartiene al tuo Jack Russell che sarà pure piccolo ma caga come un elefante! rifletti quando inciampi nella sporcizia che risiede fuori dai cassonetti (è capita v'è lo assicuro!) ed essi sono stati miracolosamente svuotati mentre capannelli alti quanto il Pirellone a Milano ci travolgono. Quello che ho detto ora è solo colpa nostra, perciò pensaci quanto mandi bestemmie al cielo per la spazzatura, che la lordura non è solo quella!
punto 2-Ora che la merda ci arriva fin sopra il collo, ora che viviamo in un anti ecologica anarchia
mi chiedo perchè cosa si va a votare? Riflettiamo.
Un altissima maggioranza dei nostri politici regionali si grattano la pancia (per non dire altro) dinanzi alla merda che impera qui o perchè non sufficientemente muniti di attributi "spaventati" dalla Camorra che lucra a sbafo sulla nostra sporcizia (e guai a rompere le uova
nel paniere perchè io niente ho visto e sentito!) oppure,cosa assai probabile, perchè ci sbocconcellano anche loro sul business del nostro letame ...
ora, fatte queste premesse, sapute da ogni singolo individuo della nostra regione,mi domando, dato che queste cose sono risapute dai più
non solo qui ma anche in tutta la nazione perchè dopo 14 anni di commissioni straodinarie ancora non si arriva a nulla?
Quelli che reggono il timone lo danno a subordinati che non hanno nemmeno un oncia di competenza per guidare con esso
e concludo:
IO parlo per quella sparuta minoranza di cittadini che fanno le capriole alla fine del mese per pagare la tasse, che rispettano tutto e tutti ,
per queste persone che dico , BASTA! VERGOGNA!
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