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22 novembre

Fieramente casertani....?

Eccomi,stavolta sono io a scrivervi
è da parecchio che non lo faccio.
Ispirata da un accaduto, vi scrivo per una questione che mi preme molto e per permettervi
una maggiore comprensione dei fatti comincerò dall'inizio.
Iscritta da svariati mesi ad un altro socialnet
ho avuto modo di aderire a un piccolo gruppo di giovani casertani della rete
che stanchi dell'andazzo generale su You tube hanno relizzato un videoclip di satira su Caserta...
Onestamente mi è piaciuto solo in maniera parziale perchè hanno omesso di raccontare
le cose più importanti è in alcuni punti si sono fossilizzati su quelle che io ritengo siano
delle futilità certo divertentissime, ma sempre futilità è durante questi giorni, nel frattempo, riflettevo...
Sapete, io penso che qualche spinello,localucci alla moda è un pò di piccoli snob con tanto di liguame
a fermentare sotto i loro "nobili" profili è il male minore.
Caserta è malata per ben altre cause, una lunga trafila di cose ne danneggiano l'immagine...
prima fra tutti l'immondizia che sebbene monitorata mediante raccolta differenziata risulta essere
ancora un male con tante variabili che ne influenzano l'andamento...
poi la CAMORRA;entrambe dominanti dei tg (i quali hanno il DOVERE assoluto di informare!)
che puntualmente associano Caserta e la sua provincia ad esse dimenticando il resto...
Queste le primarie cause, inoltre il "mal governo" della città
chi amministra le strutture pubbliche (spesso in maniera oscena)
che gestisce le liquidità del comune come una femminuccia
in preda a shopping compulsivo, dove si investe su progetti di facciata
quando cose di maggiore utilità andrebbero letteralmente risanate alla radice.
In ultimo esame i casertani è la mentalità della nostra regione tutta,
siamo una cittandinanza a maggioranza di indisciplinati
non conosciamo le norme della civiltà,
lasciamo sacchetti della spazzatura fuori dai bidoni spesso vuoti
specializzati nella disciplina olimpica del "lancio del sacchetto"
(alcuni rigorosamente in macchina!)
Portiamo a passeggio i nostri "cagnolini" dal potere defecante
mostruoso senza raccoglierne i risultati e poi ci lamentiamo
di quelli che non amano i cani , chissà da cosa deriva tanta
intolleranza.... !
Ragazzi che imbrattano i muri della città con falli simili a banane e
scritte di scarse rilievo sia intellettuale,artistico o semplicemente
"divulgativo" della serie "io e te tre metri sopra il cielo" ecc...
e cazzate di altro genere.
Potrei scrivere fiumi di frasi raccontandovi le
assurdità che avvengono qui ma mi fermo, concludo
dicendovi con il cuore(fieramente CASERTANO,nonostante tutto) in mano
che la panacea di tutti i mali non esiste,tuttavia le cose potrebbero cambiare partendo
dalla mentalità di ognuno di noi ,sviluppando una coscienza civica e sociale
che ci permetta di volgere lo sguardo con maggiore rispetto alla nostra città
nonchè a tutti gli altri abitanti di Caserta.
 
 
 
17 novembre

Stalking

Un corteggiamento non gradito ma insistente, un ex-coniuge ostinato nel recuperare il legame ormai dissolto, un capoufficio mortificante e vessatore… sicuri di saper gestire la situazione nel rispetto della vostra libertà e autodeterminazione preservando l’equilibrio psicologico?

Perché se così non fosse potreste essere incappati in un caso di stalking, cioè nella degenerazione di un rapporto interpersonale che favorisce un comportamento intrusivo, molesto ed ossessivo esercitato da una persona su un’altra procurandole paura, ansia, problemi relazionali e psicologici.

Il fenomeno, monitorato anche in Italia con un 20% di incidenza sul campione, sembra in crescita ed è per questo che se n’è discusso lo scorso sabato mattina 3 giugno presso il Piccolo Coccia durante il convegno “Psicologia del disagio e della sicurezza” organizzato dall’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Stalking , con il contributo dell’organizzazione investigativa Europol e i patrocini di Provincia e Comune di Novara.

Al di là della mera definizione da manuale, all’inizio dei lavori il concetto assume connotati realistici e locali quando una signora novarese presente in sala, madre di un minorenne, confida di essere vittima di stalking da parte dell’ex-marito ed offre al pubblico e ai relatori la propria testimonianza che diventa il timone del convegno. Introdotta dal detective criminologo nonché direttore Europol Novara, Mario Filippo Caliò, la psicologa e sessuologa Valeria Lisini, coordinatrice regionale ONS Sardegna, ha illustrato ai presenti le sfaccettature di tale fenomeno invasivo: «Stalking è un termine anglofono che indica in ambito venatorio l’appostamento per la caccia della preda ma nel nostro caso la vittima è una persona, in prevalenza una donna, vessata dallo stolker che può essere un ex-partner, un vicino di casa, un collega di lavoro o anche uno sconosciuto.

E’ importante sottolineare che lo stolker solo in pochi casi presenta gravi psicopatologie dal punto di vista clinico, a volte si tratta di personalità border-line. In realtà chiunque di noi in un certo momento, mal interpretando un rapporto interpersonale, può diventarlo. Lo stolker infatti non proviene da un ambiente degradato, di basso profilo sociale e culturale, ma solitamente è una persona con titoli di studio ben inserita nella società».
(...)
Chiarisce Lisini: «La discriminante del fenomeno è data dalla componente di paura della vittima e per parlare di stalking le persecuzioni devono proseguire per un periodo minimo di un mese e in un numero di manifestazioni, almeno dieci, intenzionali e ripetute». Ma resta difficile delineare con precisione un fenomeno tanto sfaccettato, afferente un ambito anch’esso complesso quale la psiche umana, per il quale anche la legge sembrerebbe inadeguata. E’ infatti forte l’appello di Lisini: «Bisogna istituire una nuova categoria di reato di stalking perché ad oggi c’è il vuoto assoluto nella tutela della vittima». E a tal proposito, gli aspetti legali conseguenti al fenomeno persecutorio sono stati illustrati dagli avvocati Matteo Iato e Monica Bombelli, intervenuti al convegno (...).

Articolo di Arianna Martelli, tratto da
www.corrieredinovara.it